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	<title>Varie &#8211; LABOGEN</title>
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	<description>Ihr Experte für Tiergenetik – Wo Erfahrung auf Qualität trifft</description>
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		<title>Disbiosi intestinale e relativa analisi nei cani e nei gatti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabian Keller]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 08:49:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[cane]]></category>
		<category><![CDATA[Gatto]]></category>
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					<description><![CDATA[Disbiosi intestinale e relativa analisi nei cani e nei gatti possono avere cause diverse nei cani e nei gatti. In questo contesto, la disbiosi intestinale potrebbe svolgere un ruolo. Con questo termine si intende uno squilibrio della flora batterica intestinale naturale. Questi microrganismi favoriscono normalmente la digestione, rafforzano la barriera intestinale e stimolano il sistema [&#8230;]]]></description>
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							<h2>Disbiosi intestinale e relativa analisi nei cani e nei gatti</h2><div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a"><p>possono avere cause diverse nei cani e nei gatti. In questo contesto, la disbiosi intestinale potrebbe svolgere un ruolo. Con questo termine si intende uno <strong>squilibrio della flora batterica intestinale naturale</strong>. Questi microrganismi favoriscono normalmente la <strong>digestione</strong>, rafforzano la<strong> barriera intestinale</strong> e stimolano il <strong>sistema immunitario</strong>. Se questo equilibrio viene compromesso, la funzione protettiva dell’intestino può risentirne e gli agenti patogeni possono proliferare più facilmente.</p><p>Ai fini della diagnosi è possibile effettuare un’analisi del microbiota intestinale sulla base di un <strong>campione di feci</strong>. Mediante un metodo di biologia molecolare (qPCR) si rileva il DNA di determinati gruppi di batteri e se ne determina la quantità (quantitativamente). In questo modo è possibile valutare se <strong>i microrganismi indicatori</strong> più importanti siano in equilibrio o se vi siano segni di disbiosi.</p><p>Un esame di questo tipo può rivelarsi utile qualora gli animali soffrano di <strong>diarrea cronica</strong>, <strong>problemi digestivi</strong> o altre patologie che potrebbero essere correlate ad alterazioni della flora intestinale. Anche dopo <strong>cicli di terapia antibiotica</strong> o in caso di <strong>disturbi immunitari</strong>, un’analisi può fornire indicazioni.</p><p>Per interpretare i risultati viene calcolato il cosiddetto <strong>“Intestinal Score</strong> ”. Questo indice complessivo, compreso tra 0 e 10, riassume le variazioni dei gruppi batterici esaminati rispetto ai valori di riferimento e facilita la valutazione dell’eventuale presenza di una disbiosi e del suo grado di gravità.</p><p>Se hai delle domande, rivolgiti al tuo studio veterinario o alla tua clinica veterinaria: saranno lieti di aiutarti.</p></div>						</div>
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		<title>Attività cumarinica per sospetta ingestione di veleno per topi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabian Keller]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 11:25:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
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					<description><![CDATA[Attività cumarinica per sospetta ingestione di veleno di topo I rodenticidi (ad esempio, i veleni per topi), che vengono ingeriti direttamente o mangiando roditori avvelenati, sono spesso la causa di avvelenamenti potenzialmente letali nei cani e nei gatti. I veleni per topi e ratti sono sempre più utilizzati, soprattutto in autunno, il che aumenta il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="285006" class="elementor elementor-285006 elementor-284926">
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							<h2>Attività cumarinica per sospetta ingestione di veleno di topo</h2><div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a"><p>I <strong>rodenticidi</strong> (ad esempio, i veleni per topi), che vengono ingeriti direttamente o mangiando roditori avvelenati, sono spesso la causa di <strong>avvelenamenti potenzialmente letali</strong> nei cani e nei gatti. I veleni per topi e ratti sono sempre più utilizzati, soprattutto in autunno, il che aumenta il rischio che gli animali domestici entrino in contatto con queste sostanze.</p><p>Il classico “veleno per topi” è spesso la <strong>cumarina e/o i derivati della cumarina</strong>. Queste tossine sono antagoniste della vitamina K e bloccano la circolazione della vitamina K1. La vitamina K1 è necessaria per la formazione di fattori di coagulazione attivi nel fegato. La forma inattiva della vitamina K1 è nota come vitamina K1 epossido. Gli antagonisti della vitamina K, come la cumarina, inibiscono la rigenerazione dell’epossido di Vit-K1 in Vit-K1 nel fegato. Questo comporta gravi <strong>disturbi della coagulazione</strong> con <strong>emorragie nelle cavità del corpo</strong>, come l’addome e il torace. Se si sospetta un avvelenamento da cumarina, è necessario somministrare la <strong>vitamina K</strong> all’animale colpito.</p><p> </p><p>Rilevando l’aumento dell’<strong>epossido di vitamina K1</strong> nel siero, è possibile determinare <strong>indirettamente l’attività delle cumarine</strong> nel fegato, anche se la vitamina K è già stata somministrata. <br>Il test consente sia di <strong>rilevare l’intossicazione</strong> che la <strong>possibilità di un controllo terapeutico</strong>, per valutare se il veleno è già stato scomposto e la somministrazione di vitamina K può essere ridotta o interrotta.</p><p>Se hai delle domande, rivolgiti al tuo studio veterinario o alla tua clinica veterinaria: saranno lieti di aiutarti.</p></div>						</div>
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